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Provincia Autonoma di Trento - Urbanistica

 
 
 
 

Legge provinciale 4 agosto 2015, n. 15, Articolo 29: Seconda adozione del progetto di Variante al piano urbanistico provinciale (PUP) relativa all'ambito di connessione Corridoio Est.

La Giunta provinciale con deliberazione n. 1223 del 14 luglio 2023 ha adottato in seconda adozione la variante al piano urbanistico provinciale (PUP) relativa all'ambito di connessione Corridoio Est.

Elaborati di Piano:


In esito alla fase di deposito e consultazione prevista ai sensi dell’articolo 29 della legge provinciale 4 agosto 2015, n. 15 e dei regolamenti in materia di valutazione ambientale strategica d.P.P. 17 luglio 2020, n. 8-21/Leg e d.P.P. 3 settembre 2021, n. 17-51/Leg e considerati i contributi pervenuti, la seconda adozione del progetto di Variante al piano urbanistico provinciale (PUP) relativa all’ambito di connessione Corridoio Est ha visto la modifica degli elaborati in accoglimento dei pareri e delle osservazioni che, per contenuto e dimensione strategica, apportano un arricchimento agli elaborati adottati, ne integrano le segnalate carenze e ne qualificano il ruolo.
Nel rispetto dei principi fondamentali del PUP di sostenibilità, sussidiarietà responsabile, integrazione e competitività e in un’ottica di flessibilità, la variante integra l’articolazione delle reti per la mobilità data dal piano vigente, superando la rigida distinzione tra corridoi interni e di accesso, al fine di ampliarne la portata delle previsioni e facilitarne l’attuazione. Si definisce, tramite l’individuazione degli “ambiti di connessione”, un livello intermedio, dotato di consistenza cartografica e normativa, capace di ricomprendere portata e strumenti dei corridoi esistenti. Le peculiarità e le esigenze di connessione dei territori costituiscono il riferimento per la determinazione cartografica di ambiti omogenei rappresentativi di obiettivi territoriali specifici. Le caratteristiche socio-economiche ed ambientali unitamente alle politiche e ai programmi in tema di mobilità ne compongono gli aspetti prevalenti.
Coerentemente con le politiche europee di coesione si attribuisce agli ambiti la scala appropriata per la definizione del quadro urbanistico utile alla pianificazione completa dei trasporti, creando al contempo il contesto perché possano essere perseguiti i criteri di adempimento per la condizione abilitante - come definiti dal Regolamento 1060/2021 per l’accesso ai finanziamenti del PO FESR, del Fondo di Sviluppo e Coesione del FSE Plus - attraverso la redazione di un piano provinciale della mobilità per stralcio o la presentazione di una ipotesi progettuale di massima. In entrambi i casi obiettivo degli ambiti è la prefigurazione dell’infrastrutturazione multimodale che massimizza la risposta al fabbisogno di connettività in una logica di rete, dove ciascun intervento programmato deve contribuire positivamente a soddisfare le esigenze di connessione nel loro complesso.
Ne consegue una modifica normativa che individua un nuovo strumento per le reti per la mobilità e ne definisce la metodologia per l’applicazione. La modifica non produce di per sé effetti e non determina previsioni se non con l’approvazione della variante al PUP che attiva lo specifico ambito.
La presente variante attiva in via prioritaria e prototipale l’ambito di connessione Corridoio Est, e ne definisce gli obiettivi, al fine di risolvere il tema del collegamento con il Veneto, dei volumi di traffico che interessano la Valsugana e delle esigenze di connessione che esprimono i territori in esso ricompresi.

Obiettivi dell’ambito di connessione Corridoio Est sono:

O.1 - Assicurare idonei collegamenti infrastrutturali del territorio provinciale in direzione Est con il Veneto, contribuendo all’interconnessione a livello europeo lungo il corridoio Mediterraneo;
O.2 - Perseguire mediante idonee infrastrutture la connessione intervalliva sul territorio provinciale nell’ottica di assicurare i collegamenti interni tra insediamenti e territorio e di rafforzare le condizioni fisiche di inclusione sociale;
O.3 - Rafforzare l’attrattività del Trentino nei macrosistemi economici nazionali mediante l’integrazione interna ed esterna nelle grandi reti;
O.4 - Sviluppare il ruolo di centri attrattori di Trento e Rovereto ampliandone il raggio di influenza verso l’Italia e l’Europa orientale;
O.5 - Perseguire effetti non solo trasportistici ma anche socio-economici delle nuove connessioni infrastrutturali per rispondere alle esigenze di collegamento del sistema locale;
O.6 - Adottare modalità di spostamento delle persone e delle merci più efficienti dal punto di vista ambientale e più rispondenti alle esigenze della competitività degli operatori. In tal senso va individuato un modello di mobilità che risponda in modo equilibrato all'obiettivo di ridurre l'impatto negativo sulla qualità dell'aria che deriva dall'aumento dei carichi di traffico e, allo stesso tempo, di migliorare l'attrattività e l'integrazione dei territori, nel rispetto di un bilancio ambientale complessivo.

La coerenza con gli obiettivi assunti è il parametro rispetto al quale misurare la risposta al fabbisogno di connettività dell’ambito: gli obiettivi sono da perseguire complessivamente ed in via unitaria; l'applicazione disgiunta degli stessi rappresenta, infatti, un contrasto con il metodo definito.
La variante introduce la definizione di un metodo per la costruzione del rapporto tra le tematiche da considerare nella definizione di strategie e azioni condivise. . La traduzione operativa del metodo è rappresentata dai criteri di valutazione delle alternative che consentono  la previsione dello scenario che ammette la soluzione infrastrutturale intermodale che massimizza la risposta al fabbisogno di connettività nel rispetto di quanto definito per le componenti ambientali, tecniche ed economiche.
La variante al PUP introduce una fase partecipativa che viene resa obbligatoria per legge al fine di rendere possibile lo sviluppo attuativo degli obiettivi del PUP e l’avvio della pianificazione subordinata.
Il metodo sotteso all’ambito di connessione fornisce la struttura attraverso cui condurre la fase di partecipazione, che ha lo scopo di far emergere e identificare le esigenze e le aspettative dei territori, e di tradurle in indirizzi per la pianificazione subordinata attraverso la definizione condivisa delle variabili e delle pesature.

 

 

 
Link alla deliberazione della Giunta provinciale:
 
 
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